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Sciresona

Il commento di Mastro Kuaska (Lorenzo Dabove):

SCIRESONA, 6%
Degustazione ore 21 del 24/7/01 effettuata da Kuaska presso pub Mulligans di Milano

Aspetto: bellissimo color rubino con riflessi ramati
schiuma dal bel colore rosato
(il giudizio sulla schiuma va rinviato
in quanto la bottigliazza (molto alta) era nel mio frigo
per forza di cose inclinata, non sdraiata comunque,
e la schiunma be ha sofferto
da una birra così pretenderò una schiuma compatta e pannosa che racchiuda
i profumi del fruttato e le punte di acidulo e di citrico)

Olfatto: vinoso al primo impatto, poi una deliziosa ciliegia (lievemente sotto spirito)
note di citrico e di acidulo con una netta “prugna cotta nel vino”

Gusto: veramente vinoso con la puntuale presenza dell’acidulo ai lati centro-posteriori della lingua
ciliegia dolce che convive con punte di lieve ma deciso amarognolo sempre in un territorio
caratterizzato dalla presenza dell’acidulo e del citrico

corpo fantastico, per nulla “watery”, forse proprio al limite, infatti gli altri presenti
(Alesandro Coggi, Vittorio Panzeri, Donatella Fioravanti e Beppe Bertoni) hanno avuto
difficoltà (salvo Alessandro) a continuare e si sono fermati al primo assaggino
non fa testo mi asorella che l’ha gradita subito e bevuta senz’alcun problema

senzazioni boccali: c’è da parlarne per ore
citiamo per tutte la netta astringenza che agisce sulle gengive sia superiori
ma in misura maggiore su quelle inferiori

commento: birra originale, molto complessa,
non posso assolutamente esimermi
dal sottolineare una vicinanza sorprendente
e a me graditissima con una kriek su base oud bruin
o addirittura su base Rodenbach Grand Cru
MA soprattutto con la Oerbier dei Dolle Brouwers
(che utilizza lieviti Rodenbach)

Commento ai commenti (di Kuaska)

Ho proposto un assaggio della Sciresona allo staff di BSF (Bieres Sans Frontiere, Great British Beer Festival), poco prima del party finale. Ho versato personalmente
la birra nei bicchieri puliti dei presenti.
Tutti hanno potuto assaggiare in condizioni ottimali
e tutti hanno puntualmente gradito questa birra
che ha ancora una volta confermato l’alto livello,
l’originalità e la reputazione dei nostri prodotti artigianali.

Ho chiesto a chi aveva qualche suggerimento da fare,
di buttare giù due righe.
Concordo con il mio simpaticissimo e monumentale
“fratello” scozzese Alistair Boyd sulla necessità di
cambiare la tipologia di ciliegia e provare a passare
magari alle griotte o alle morello.
Rob Davie conferma questa impressione ed è curioso notare
come trovi poca “ciliegia” nel palato.
L’autorevolissimo amico e collega olandese Theo Flissenbaalje
coglie la nota acidula e soprattutto sottolinea la lunga durata del
retrogusto. Per renderla più complessa suggerisce di conferirle un
carattere di lambic. Ricordo che la piccola birreria fiamminga De Ranke
produce una stupenda kriek di circa 7% vol. alc. utilizzando del lambic.
Anche Jon Russel Brown, pur credendo erroneamente che si sia utilizzato
uno sciroppo alla ciliegia, avverte la necessità di conferire più sapore, ma
si sbaglia di grosso quando definisce “molto corto” il finale!