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	<title>Bi-blog &#187; Riflessioni birrarie</title>
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	<description>Il blog di Agostino Arioli</description>
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		<title>Giudice all&#8217;European Beer Stars</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 14:27:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Birrificio Italiano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni birrarie]]></category>
		<category><![CDATA[Taccuino di un bevitore di birra]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Brau Beviale]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;esperienza primaverile della World Beer Cup a San Diego, venerdì 10 ottobre sono volato a Monaco per partecipare come giudice ad un altro noto concorso, quello dell&#8217;European Beer Star.
L&#8217;evento, promosso dall&#8217;attiva associazione Private Brauereien Bayern (associazione dei birrifici privati della Baviera), ha visto la partecipazione di ben 65 giudici di varie nazionalità, chiamati a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bi-blog.it/wp-content/uploads/2008/10/giudici-ebs-350-x-242.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-140" title="giudici-ebs-350-x-242" src="http://www.bi-blog.it/wp-content/uploads/2008/10/giudici-ebs-350-x-242-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a>Dopo l&#8217;esperienza primaverile della World Beer Cup a San Diego, venerdì 10 ottobre sono volato a Monaco per partecipare come giudice ad un altro noto concorso, quello dell&#8217;European Beer Star.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento, promosso dall&#8217;attiva associazione Private Brauereien Bayern (associazione dei birrifici privati della Baviera), ha visto la partecipazione di ben 65 giudici di varie nazionalità, chiamati a valutare le migliori birre europee suddivise in circa quaranta categorie a seconda dello stile di appartenenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Devo dire che l&#8217;esperienza è stata molto intensa, se non altro per le 75 birre assaggiate tra european lager, bohemian pils, dry stout e porter e altri numerosi stili.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bi-blog.it/wp-content/uploads/ebs.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-161" title="ebs" src="http://www.bi-blog.it/wp-content/uploads/ebs.jpeg" alt="" width="240" height="160" /></a>Il concorso prevede che le finaliste di ogni categoria, circa una dozzina, vengano individuate da varie commissioni di assaggio che svolgono un lavoro preliminare di scrematura. Ogni tavolo, composto da otto giudici e capitanati da un “comandante”, attribuisce un punteggio alle birre degustate. Una volta individuate le finaliste tutti i giudici riassaggiano le birre in esame e individuano discutendo e parlando le prime tre classificate. Approvo questo metodo di valutazione rispetto al criterio della selezione con punteggio, anche perché nella prima fase di valutazione le schede tedesche non lasciano molto spazio alle note descrittive, di grande aiuto invece per il mastro birraio.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque gran bella esperienza per un concorso serio e ben organizzato.<br />
Fra i giudici noti a noi italiani ricordo Joris Pattyn e l&#8217;italiano Alfredo Riva, che dopo il suo peregrinare europeo in molte famose birrerie, è finalmente tornato in Italia al <a href="www.lops.it" target="_blank">Lops</a>. Grande assente Kuaska impegnato a Denver in un altra manifestazione importante come il Great American Beer Festival.</p>
<p style="text-align: justify;">Segnalo inoltre a tutti gli appassionati interessati ad approfondire la loro conoscenza birraria che il <a href="www.doemens.org" target="_blank">Doemens Istitut</a>, che ha ospitato l&#8217;evento, organizza anche corsi professionali in lingua inglese per diventare esperti degustatori di birre o, secondo l’espressione da loro usata, sommelier della birra.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti coloro interessati ai risultati della European Beer Star dovranno aspettare il <a href="www.brau-beviale.de" target="_blank">Brau Beviale 2008</a>, manifestazione che si svolgerà a Norimberga dal 12 al 14 novembre, nel corso della quale saranno comunicati i vincitori.</p>
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		<title>Una stella danzante</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 18:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni birrarie]]></category>
		<category><![CDATA[Taccuino di un bevitore di birra]]></category>

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Bisogna avere un caos dentro di sé, per generare una stella danzante.
(Nietzsche)
 

Chi non conosce questo aforisma, cosi profondo e al contempo semplice e immediato fino al punto di trovarsi a suo agio perfino su una semplice t-shirt?
Prendo spunto da un articolo apparso su Fermento Birra di Luca Giaccone, amico e stimatissimo conoscitore di birre, [...]]]></description>
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<address style="text-align: justify;">Bisogna avere un caos dentro di sé, per generare una stella danzante.<br />
(Nietzsche)</address>
<address style="text-align: justify;"> </address>
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<p>Chi non conosce questo aforisma, cosi profondo e al contempo semplice e immediato fino al punto di trovarsi a suo agio perfino su una semplice t-shirt?</p>
<p>Prendo spunto da un <a href="http://www.fermentobirra.com/spillature/febbraio-2008/italian-style-birra-artigianale" target="_blank">articolo</a> apparso su Fermento Birra di Luca Giaccone, amico e stimatissimo conoscitore di birre, per buttare giù, anche un po&#8217; a casaccio per la verità, una serie di cupi pensieri sull&#8217;attuale caos birrario, nella speranza di liberarmene e ottenere sicuro sollievo dello spirito.</p>
<p>Sia chiaro da subito che sarà il primo a gettarmi sul malto e sul luppolo italiani quando avranno la qualità  e soprattutto la varietà  che oggi trovo dispersa in almeno tre nazioni birrarie di grande tradizione! Credo però che prima di occuparsi della scelta della tappezzeria di casa, il &#8220;buon padre di famiglia&#8221; si debba preoccupare di costruire le fondamenta della stessa, e che esse siano le più solide possibile.</p>
<p>In Italia, nonostante enormi progressi, i problemi principali sono la preparazione tecnica dei birrai, il basso, spesso infimo, livello tecnologico e la conseguente bassa qualità dei prodotti. Giorni fa un cliente dal quale mi stavo riportando una bottiglia di Amber Shock perché gasata fino a essere inservibile, mi ha detto sconsolato che purtroppo ognuna delle artigianali da lui vendute sembrava avere almeno un problema! Al mantenimento di questa situazione, purtroppo inconsapevolmente, collabora chiunque manifesti apprezzamento per una birra in base alla ricchezza e all&#8217;originalità , al di là  di un fondamentale indicatore di qualità  che è la costanza, riflesso cristallino e immediato della conoscenza tecnica del birraio! Ciò è anche peggio quando la persona in questione è riconosciuta da altri come esperta di birra!</p>
<p>Artisti sì, eccome, ma prima facciamo come i grandi pittori, tutti &#8220;œa bottega&#8221; per imparare l&#8217;essenza profonda della materia e del colore o, nel nostro caso, delle materie prime e dei veri birrai, i lieviti! Quando l&#8217;anno scorso sono andato all&#8217;estero a seguire un corso di produzione di due settimane, alcuni colleghi mi guardavano un po&#8217; meravigliati dicendo: &#8220;ma come, proprio tu?&#8221;, oppure &#8220;come docente, vero?!&#8221;. Quando sono tornato ero invece ancora più dolorosamente conscio della modestia delle mie conoscenze tecniche.Oggi gli &#8220;esperti degustatori&#8221; del settore birra artigianale, di cui alcuni veri e altri sedicenti, sono tutti beerhunters, tutti a caccia del fenomeno birrario del momento. Il birraio viene letteralmente pompato fino a che non si trova un altro fenomeno da osannare. Questo perverso sistema (al quale mi è capitato di partecipare, lo ammetto) è in realtà diffuso in tutti i paesi birrari di mia conoscenza e sembra anzi essere proprio lo stile dei nostri tempi. La grande differenza tra noi e questi paesi sta nei nostri infimi consumi pro capite e nel fatto che loro sanno fare la birra e sanno benissimo come il mercato vero, quello che può sostenere economicamente un&#8217;azienda e quindi un movimento, spesso si fa con le birre di carattere ma beverine e relativamente &#8220;facili&#8221; per il consumatore. Per questo consiglio sempre di imparare a fare delle birre base e poi, a completamento della gamma e per piacere personale, buttarsi su specialità  birrarie anche estrosissime. In Italia, oggi, troviamo microbirrifici che propongono esclusivamente specialità . Io credo che confondano l&#8217;interesse dei &#8220;soliti esperti&#8221; con l&#8217;interesse del mercato, fondamentale per vendere, produrre, guadagnare e campare onorevolmente. Se la birra artigianale viene associata all&#8217;idea di birra strana, potremo arrivare solo a quote di mercato infime, visto che saremmo solo una supernicchia nel mercato già moscio della birra in Italia oppure ci ritroveremmo a dipendere dalle esportazioni in paesi birrari oppure ancora ci estingueremmo! Certo anche in Italia c&#8217;è spazio per qualche vero artista &#8220;maledetto&#8221; della birra come se ne trovano in Belgio, ma non possiamo pensare di esserlo tutti.</p>
<p>Ancora, sono le lacune di formazione che lasciano spazio al fiorire di miti come quello della rifermentazione in bottiglia che sarebbe la panacea per curare tutti i mali, oppure ancora l&#8217;idea, da qualcuno presa addirittura come unico parametro per una selezione di birre artigianali italiane, che le alte fermentazioni durino di più! La generalizzazione di concetti veri solo in alcuni casi crea grossi pasticci e confonde, come grave ultimo effetto, le idee già confuse del nostro potenziale consumatore che, spaesato, fugge!</p>
<p>La provenienza locale delle materie prime è senz&#8217;altro da perseguire ma prima di parlarne con tanto realismo abbiamo, soprattutto sul luppolo, molto serio lavoro da fare, in sordina e a testa bassa! Il concetto del &#8220;chilometro zero&#8221; in questo momento è di difficilissima applicazione per la birra se non a costo di enormi restrizioni nella libertà  di scelta dei birrai e, soprattutto, perché uno dei successi sbandierati delle nostre birreb è il fatto che vengono esportate (tra le altre le mie, sia chiaro) in tutto il mondo! Non perdo tempo ad evidenziare la palese, enorme, contraddizione. Diciamo pure, invece, che l&#8217;attenzione di una parte dei consumatori è molto attratta dalla provenienza locale, e che, soprattutto, molti enti ed istituzioni sono molto più disponibili con i produttori che si mostrano sensibili all&#8217;argomento, ma non facciamone la nuova crociata perché oggi la birra artigianale italiana ha bisogno di tutto tranne che di mistificazioni.</p>
<p>Abbiamo bisogno di serietà, di formazione, di chiarezza e di informazione del consumatore. Altrimenti perdiamo un treno che corre verso meravigliose destinazioni!!! Insegniamo al consumatore cos&#8217;è la birra artigianale italiana, nella sua varietà enorme e nelle enormi possibilità di abbinamento a cibi e situazioni più diverse, ma facciamo di tutto perché sappia distinguere tra una birra di qualità e un accrocchio casuale confezionato con luppoli o malti o altri ingredienti di qualsivoglia provenienza. Questo è, a mio parere, la virtuosa pressione selettiva che ogni amante e conoscitore della birra dovrebbe esercitare in questa epoca, al fine di sostenere il movimento e quindi sperare di avere a disposizione nel futuro sempre più birre artigianali italiane buone e adatte ad ogni occasione!</p>
<div>Agostino Arioli</div>
<p style="text-align: justify;">articolo apparso su <a href="http://www.fermentobirra.com/spillature/marzo-aprile-2008/futuro-qualita-birra-italiana" target="_blank">Fermento Birra</a></p>
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