Le mie dimissioni da UnionBirrai
Pubblicato il 8/03/2010 da Birrificio Italiano | Categoria: UnionBirrai News
Cari amici, dopo 12 anni di impegno, di sogni, di realizzazioni, di soddisfazioni e di delusioni ma sempre di grande entusiasmo è arrivato il momento per me di dimettermi dal mio impegno di vice presidente per la parte professionale in Unionbirrai. Con decorso da data odierna, previo precedente comunicazione e dibattito con i miei cari colleghi. Il progetto non è quello di darmi alla macchia, ma di continuare a collaborare su progetti mirati o gruppi di lavoro. Per quanto riguarda i corsi, rimarrò docente e resterò in affiancamento ai nuovi responsabili, Marco Giannasso in particolare per tutto ciò che è degustazione e cultura birraria, fino a quando lo riterranno loro stessi utile. A livello “emotivo”, il mio sostegno alla associazione rimarrà, sempre il solito: forte e chiaro ! Non perdo l’occasione per fare un piccolo bilancio di quanto successo, dal punto di vista di UB, in questi ultimi 12 anni.
L’impegno generosamente profuso da tutti quelli che hanno collaborato, dall’interno o dall’esterno, ha dato ricchi frutti. I corsi, in particolar modo il Progetto Imprenditoriale Microbirrificio, dove diamo lumi a tutti gli interessati ad avviare una attività di produzione artigianale di birra, ha formato schiere di seri birrai/imprenditori che oggi sono colleghi più o meno noti e che danno lustro alla nostra incredibile realtà. Lavoro silenzioso e poco spettacolare ma fondamentale, ne sono certo.
I corsi di degustazione sono finalmente arrivati al giro di boa con la nascita del gruppo autogestito UBT (Unionbirrai Beer Tasters) dove l’accesso è subordinato al percorso formativo UB. Da UBT sono usciti ed usciranno i docenti di nuovi corsi e i giudici dei vari concorsi che si tengono e si terranno in Italia per pro o homebrewers. Sottolineo come la scelta dei giudici tra gli UBT è subordinata ad una selezione a punteggio, quindi esclusivamente meritocratica. Se c’è una necessità imprescindibile a mio parere è quella di uscire dalla logica delle amicizie e dei favori personali che è prerogativa di un gruppo intimo di amici e colleghi, definizione che, è sotto gli occhi di tutti, non attiene più, per numero di attori e per qualità delle relazioni, alla birra artigianale italiana (da qui in avanti BAI). Nuovi corsi e iniziative arriveranno, non ho dubbi, e non me ne rallegrerò mai abbastanza.
Il concorso birra dell’anno è cresciuto fino ad assurgere, quest’anno, a livello di competizione internazionale come sistema, gestione e qualità dei giudici. Certo ci sono stati problemi, ma non ho dubbi che si risolveranno, visto anche l’entusiasmo che i giudici stranieri e non, hanno messo nel dare suggerimenti e indicazioni. Più di 300 birre da 56 microbirrifici, dice tutto e di più. Certo, e non credo di essere l’unico a leccarsi le ferite, non avere tutti i riconoscimenti che ogni birraio in fondo si aspetta, brucia parecchio, ma così sono i concorsi ! Vinci tra le keller pils a Monaco e non vieni neanche segnalato in Italia. Poco importa, in un ottica espansa, dove ciò che fa bene alla BAI in generale, almeno di ritorno, fa molto bene anche a me ! Grazie a Monetti, Mancini, Sclausero, Casiraghi, Giannasso, UBT, Zurgo e a tutti gli altri volontari dei quali non conosco il nome, per avere reso possibile questa avventura.
L’esposizione di Pianeta Birra, per quanto in declino sul versante della birra industriale, segna una vera e propria esplosione dei micro, con nuovo record assoluto di presenze, facendone ancora di più la grande vetrina nazionale della BAI. Gli incontri, degustazioni, lezioni (gli UBT hanno potuto godere di una lezione di alto livello da parte di Randy Mosher !) e quant’altro, sono stati di buonissimo livello ed incoraggiano senz’altro a proseguire. In particolar modo segnalo un primo incontro formale con un rappresentante dei grossisti, che mette le basi per sviluppare assieme il mercato, partendo con basi etiche e di qualità.
I micro iscritti a UB sono oggi circa 60 !!! Nel 1998 eravamo in cinque.
Unionbirrai ha ormai una struttura professionale costituita dall’ottimo Direttore Simone Monetti, persona di capacità notevoli, rara correttezza e dedizione e dalla ormai storica (non me ne voglia
, non meno meritevole e amata Angelina Tribolo. Questo trend continuerà, ho pochi dubbi, e mi fa sentire sereno nel ritirarmi a vita (relativamente) privata.
Il grande lavoro che UB sta facendo a Roma con la Agenzia delle Dogane non credo che necessiti commenti. Un gruppo di lavoro volontario fatto dai rappresentanti di quattro micro è arrivato a far inscrivere la sua proposta all’ordine del giorno di un incontro ai massimi livelli voluto dal grande capo in persona. Non è un successo dovuto ad amicizie, influenze, personalismi, ma al lavoro silenzioso, sistematico e serio di persone che credono nella BAI e nel valore del gruppo. Grazie !!!
Rivista UB-News in difficoltà legali per l’enigmatica e improvvisa fuoriuscita del responsabile legale, ora solo in formato digitale, troverà la sua nuova forma e sarà meglio di prima.
Per passare agli aspetti che percepisco più carenti nella attività di UB, ritengo giusto parlare di appassionati.
Non mi stancherò mai di ripetere che la crescita armoniosa della BAI, che va vista anche come nascita e affermazione di un nuovo prodotto che manca ancora in parte di definizione (che cos’è veramente la BAI e cosa potrà diventare ?) dipende dall’incontro e dal lavoro fianco a fianco di chi la produce e di chi la ama e la conosce e di chi, importantissimo distinguo, la beve con passione. Quindi spero che UB riesca a mantenere la attuale struttura aperta e globale e che possa creare quella necessaria rete di appassionati e “bevitori” che da energia a tutto il sistema costituendone né più né meno le radici. Nelle logiche feudali, corporative e parrocchiali del nostro “povero” paese questo è difficile da vedere, lo capisco. E’ più nostra abitudine pensare che ci debba essere qualcuno che difende in maniera univoca i suoi piccoli interessi e che quindi essendo piccoli gli interessi ci siano tante fazioni in gioco che si accapigliano e polemizzano tra loro stringendo di volta in volta patti, inciuci o scandalosi intrallazzi. Credo che questo sistema abbia già dato sufficienti tristi e deprimenti frutti e che non sia migliorabile e che forse proprio noi, che volenti o nolenti siamo paladini del nuovo (perché la birra di qualità in Italia è, ricordiamocelo, una sorta di “rivoluzione”) potremmo provare a guardare un po’ più lontano e prendere in considerazione la possibilità che:
se c’è una visione comune, e c’è, quella di fare grande la BAI, muoverci tutti nello stesso gruppo garantisce più energia, più efficacia, più efficienza e anche più controllo, nel senso del controllare che tutto avvenga al meglio. Questo perché c’è più confronto e dialogo e le idee stesse e le realizzazioni si fanno grandi. Vedasi Brewers Association. Su scala politica nazionale suonerebbe “non faccio politica per dare lustro alla mia fazione, ma per fare grande il mio paese”. Non vuole dire “volemose bbene”, ma vuole dire confronto, anche duro. E nel confronto corretto, vincono le energie e le idee migliori ! Nella logica degli orticelli vince il provincialismo e la piccineria. Poche nuove idee crescono perché nessuno fa le cose in quanto tutti si limitano a criticare dal loro bel pulpitino. Commercialmente parlando, lavorare in gruppo significa poter lavorare a progetti di ampio respiro spazio/temporale, anche ambiziosi, che vanno a completare il lavoro di tutti i giorni che altrimenti diventa angusto e autoreferenziale.
C’è un grande rammarico per avere dovuto registrare sinora l’incapacità di noi tutti appassionati della prima ora (che sta per finire, se non lo è già) di fare fronte più comune e di confrontarci, anche litigare, perché no, nello stesso gruppo, piuttosto che fondare ciascuno la propria parrocchietta disperdendo così la grande energia che ci ha sempre animati. A ognuno la sua responsabilità, proviamo tutti a guardarle.
Ma in verità, come avrete capito, confesso che il dispiacere e il fastidio più grosso non lo provo per chi ha preso strade diverse da UB ma continua a fare qualcosa di concreto, ma per i tanti, credetemi, tantissimi, che da anni stanno appollaiati ai loro spogli rami e criticano sempre e comunque tutto quello che viene fatto da tutti, senza mai avere il coraggio e il cuore di metterci del loro. Trovo che sia una condizione umanamente molto triste, specchio della odierna realtà, ahimè.
In ogni caso la “prima ora” finisce qua, amici, questo è certo, e si aprono nuove prospettive e si devono aprire nuovi punti di vista, con creatività e serietà. Proviamoci !
Non posso elencare tutte le persone che ringrazio per avere condiviso con me momenti birrari più o meno importanti e quindi basti un solo grande grazie per tutti !
Tanta Buona Birra !!!
Agostino


Fai pena!
Sparli e getti fango su tutti quelli che in passato hanno aiutato UB e poi se ne sono andati, e poi fai tu stesso la medesima cosa, fuggi a gambe levate per farti i tuoi interessi, dopo aver sfruttato UB per i tuoi porci comodi.
Qualche anno fa non eri tu a sbandierare l’idea che avresti dedicato un anno di lavoro a UB? Era solo pubblicita’ gratuita evidentemente!
Auguri
Richiesta ai lettori.
Prego chi avesse del rancore personale da sfogare nei miei confronti, non pretendo di piacere a tutti, di farlo tramite altri canali (il più diretto è venirmi a trovare o, alla prossima occasione, dirmele in faccia a muso duro) senza inquinare questo spazio che preferirei fosse dedicato al confronto tra idee e visioni diverse, con toni possibilmente costruttivi.
Il messaggio precedente lo lascio come modello
Grazie, Agostino
Come ben sai “Ago” non siamo mai stati molto “allineati e convergenti” nei pensieri, ma la stima che ho per te (e chi auguro tu contraccambi) era, e resta, molto pesante e importante. Più volte in questi due anni di mio abbandono dal mondo birra operativo (8 marzo anche per me…abbiamo un qualcosa in più in comune) mi sono domandato quanto la tua coerenza intellettuale ti avrebbe consentito di essere superiore a tutti gli avvenimenti che hanno stravolto e reso incredibilmente teso e nervoso questo mondo. I tempi sono cambiati, come forse era inevitabile che succedesse. La prima ora, che tu avevi contribuito con pochi mezzi e tanto entusiasmo a creare, finisce qui. La tua decisione non mi lascia sorpeso ne per i tempi, ne per le motivazioni che hai voluto rendere pubbliche, anche se ti attireranno le ennesime ed “anomime” inutili critiche. Sappi che per me sarà sempre un piacere passare una mezz’ora in tua compagnia davanti ad una buona birra ricordando magari “Padova” o vecchi PB di inzio millennio (quando ancora c’era la gnocca) e si progettava un futuro birrario piccolo nei numeri, ma grande nelle idee.
Con immutata stima
Lelio
Ciao Ago,
mi dispiace di questa tua decisione ma nel contempo ne gioisco così potri dedicarti a nuove birre e nuovi progetti per il BI
)
a presto
Bilbo
x delusa in bus! esageri! anzi offendi quando dici ad agostino fai pena! certe parole vanno dette in faccia! non ti sembra? ciaoooo lallo
Caro Agostino, confesso che la notizia, così su due piedi, mi ha un po’ preoccupato, ma tra le righe mi sembra di intuire che, dopotutto, non ti ritirerai completamente a vita privata… Mi sembra anche accettabile che qualcun altro, magari delle nuove leve, ti sostituisca nel ruolo formale che hai occupato… Per l’ambiente artigianalbirrario invece, stai tranquillo, sarà un casino fino a quando la moda non passerà e invece di aprire i microbirrifici chiuderanno… Così, a occhio e croce, direi tra 3 o 4 anni…. Allora buona parte degli “appassionati” troveranno qualche altro hobby (le verdure bio o i formaggi homemade) sul quale scannarsi e ci ritroveremo in numero superiore a quello di partenza, una percentuale di saggezza maggiore, la consapevolezza che sempre di birra si tratta e un pizzico di autoironia… Quella sera, se vuoi, ci beviamo una birra insieme… del Birrificio Italiano, ovviamente!
Caro Lelio contaccambio in pieno la stima che mi hai espresso. Anni fa, la sola parola commerciale mi dava fastidio allo stomaco, ero così preso dalla mia piccola rivoluzione che non vedevo molto lontano, oggi ammiro le capacità e le abilità anche nel commerciale, dove sto scoprendo che ci sono molte possibilità di portare del nuovo e del buono in senso etico. Commerciale non è una parolaccia, l’ho ormai compreso
. Bilbo ha visto le conseguenze pratiche delle mie dimissioni, conseguenze che io stesso mi sto pregustando. Maurizio, le tue parole mi piacciono (e condivido la tua previsione) perchè distaccate e disilluse ma al contempo ottimistiche. C’è sempre un gran bisogno di ottimismo o positività, come si dice oggi. Lallo . . . se non ci fossi bisognerebbe proprio inventarti ! Parli una lingua talmente chiara che non tutti la possono comprendere 
ho sempre molto piacere di bere una birra con colleghi e amici/che della birra e quindi se passate da queste parti fermatevi !
Per tutti, anche quelli non citati, e Delusa in bus per prima (sei femmina, vero
Cari Saluti
Ago
comunque al di la’ di queste storie…non vedo l’ora di guarire da sto’ infortunio(se la gente guidasse l’auto piu’responsabilmente!….) per ritornare al birri a bere le sue birre! arrivera’ quel momento…arrivera’! ciaoo
Grazie Agostino….e auguri per i tuoi nuovi progetti.
Logico che quando si lascia una cosa a cui si e’ contribuito cosi’ tanto a creare e a far crescere ci sia un po’ di retorica.
Sulle fazioni e le parrocchette non posso che darti ragione ma un po’ di autocritica esplicita non sarebbe guastata togliendo un po’ di taglio generale e buonista al post.
Spero pero’ che possa essere un invito a tutti a mettere un po’ da parte le proprie meschinita’ e piccolezze pur nelle diversita’ (che possono essere una ricchezza).
Per il resto non posso che darti un in bocca al lupo soprattutto perche’ la Tipo bevuta da te e’ da favola.
Grazie Agostino per quello che hai fatto all’interno di UB per la birra artigianale, e sono sicuro che il tuo contributo per questo settore, non mancherà mai.
Tanta fortuna per il futuro con il BI!