Ma le lager sono un liquido giallastro e gasato oppure… ?
Pubblicato il 21/10/2008 da Birrificio Italiano | Categoria: Taccuino di un bevitore di birra, Viaggi
Derbyshire Dales, famoso per la brewery presente al suo interno.
L’incontro promosso dalla British Guild of Beer Writer, associazione che riunisce i maggiori scrittori birrari tra cui gli inglesi Roger Protz e Adrian Tierney Jones oltre al nostro italiano Maurizio Maestrelli, aveva il merito di indagare proprio sul rapporto e i pregiudizi che gli inglesi hanno attorno alle birre a bassa fermentazione. In effetti nel Regno Unito, patria delle Real Ale, le lager sono bollate perlopiù come birre scadenti, chiare e molto gasate, anche se sostanzialmente questo luogo comune è dovuto ad una produzione industriale che ha il monopolio della produzione a bassa fermentazione.
A proposito del “nostro” Maurizio Maestrelli, ci tengo a ringraziarlo perchè l’invito della British Guild è arrivato a seguito di un tour birrario in Italia di alcuni giornalisti inglesi da lui condotti, avvenuto l’anno scorso. Evidentemente l’energia con la quale mi trovo a parlare delle mie amate Pils e il mio discreto inglese, oltre alla curiosità di avere un birraio italiano (specie esotica e un tantino folkloristica, per ora) tra i relatori, li hanno convinti ad invitarmi.
L’interesse a parlare di Lager attesta la volontà di saperne di più su uno “stile” un po’ bistrattato dal mondo birrario anglosassone. Devo dire che il dibattito, soprattutto incentrato a capire che cosa è una lager, ha avuto proprio il merito di presentare e parlare di un tipo di birre ancora poco conosciuto e apprezzato. Non solo parole però, dato che dopo l’incontro abbiamo stappato eccellenti esempi di birre a bassa inglesi, come la Old Smoked Bock londinese della Meantime, o la Schiehallion della Harviestoun Brewery, o ancora, con orgoglio, la nostra amata Tipopils. Ad uno almeno dei presenti è piaciuta molto, infatti che me lo sono trovato a rovistare nel frigo dove tenevo l’oro giallo delle Terme di Lurago Marinone al ritorno da una pausa idraulica. Imbarazzante per lui ma tutto sommato lusinghiero per me: davanti alla “Tipo” anche i gentlemen inglesi perdono ogni dignità e si trasformano in luppoleschi zombie !
Il giorno successivo, insieme al mio amico, socio e collega Maurizio, abbiamo avuto anche l’onore di realizzare una cotta con Stefano Cossi, talentuoso birraio italiano attualmente alle dipendenze proprio della Thornbridge Brewery. Ci siamo divertiti a realizzare una Brown Ale aromatizzata con bacche di ginepro. Bell’esperimento, siamo stati molto bene con lui, anche perché condividiamo un approccio tecnico e rigoroso anche su birre particolarmente creative come quella prodotta.
Credo proprio che in futuro avremo l’opportunità di ricambiare e ospitare la banda della Thornbridge da noi al Birrificio Italiano per realizzare un’altra birra insieme…

